Attrezzatura

Nicola Ranieri · 12 luglio 2026

Che cosa resta nello zaino quando i bagagli viaggiano sul furgone

Affidare la valigia al furgone cambia il modo di camminare, perché sulle spalle resta soltanto ciò che serve fra una masseria e l'altra, e il cammino di giugno lo ha mostrato meglio di qualsiasi consiglio, attraverso lo zaino di Sandro e la borsa dimenticata di Ilaria.

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Sandro si è presentato alla partenza del 7 giugno con uno zaino da quarantacinque litri, pieno fino all'ultima cerniera, e con l'aria di chi ha preparato ogni cosa con cura per settimane. Ingegnere in pensione, abituato a prevedere ogni imprevisto, aveva portato due strati caldi, tre libri, un binocolo pesante, una pentolina con il suo fornelletto, una cassetta di pronto soccorso completa e una scorta di cibo sufficiente per due giorni. Nella cucina della prima masseria, per scherzo, qualcuno ha appeso lo zaino alla bilancia della dispensa, che ha segnato dodici chili e quattrocento grammi.

La bilancia della dispensa, ogni sera

La prima tappa misurava diciannove chilometri, e Sandro l'ha finita per ultimo, con le spalle indolenzite e il passo sempre più corto nelle ultime due ore. Quella sera, senza che nessuno glielo chiedesse, ha aperto lo zaino sul tavolo della sala e ha tolto la pentolina, il fornelletto e il cibo di scorta, consegnandoli al furgone. La bilancia ha segnato nove chili e cento, e il gruppo ha applaudito come per un traguardo.

Da quel momento la pesatura è diventata un rito della sera, ripetuto in ogni masseria prima di cena. Il secondo giorno sono partiti due dei tre libri e il secondo strato caldo, il terzo giorno il binocolo, sostituito da quello più leggero di una compagna di cammino, e il quarto giorno la cassetta di pronto soccorso, visto che il furgone ne portava già una completa. L'ultima sera la bilancia ha segnato cinque chili e duecento grammi, e Sandro ha detto che non aveva mai camminato così bene in vita sua.

Uno zaino da venti litri basta per l'acqua, uno strato caldo, la giacca contro la pioggia e il pranzo preparato dalla masseria la sera prima.

Le scarpe che fanno la differenza

Le scarpe meritano un discorso a parte, perché il tratturo alterna erba, terra battuta e pietre, e una suola troppo rigida affatica quanto una troppo morbida. Nei cammini dell'ultimo anno le scarpe basse e leggere, già usate e ben adattate al piede, si sono rivelate la scelta più felice, mentre gli scarponi pesanti hanno causato quasi tutte le vesciche. Sandro, anche in questo, è stato un esempio, perché portava scarponi nuovi presi per l'occasione, e la sera del secondo giorno la sala del fuoco è diventata per mezz'ora un piccolo ambulatorio.

Ottanta chilometri di notte

Il furgone porta tutto il resto, dalla valigia agli abiti per la sera, e lo consegna nella camera prima dell'arrivo del gruppo, di solito verso le tre del pomeriggio. Ogni bagaglio porta un'etichetta con il nome e la tappa, e in cinque stagioni si è smarrita una sola borsa, proprio durante questo cammino. Era quella di Ilaria, rimasta dietro una porta nella masseria della sera prima, e conteneva, oltre agli abiti per la notte, uno scialle fatto a mano da sua madre, che lei portava in ogni viaggio da vent'anni.

Ilaria se n'è accorta alle nove e mezza di sera, quando la cena era già finita, e ha cercato di non darlo a vedere, dicendo che per una notte si sarebbe arrangiata. Nicola ha preso le chiavi del furgone senza discutere ed è ripartito per la masseria precedente, quaranta chilometri di strade di montagna all'andata e altrettanti al ritorno, con il proprietario che lo aspettava sveglio sulla porta. È rientrato poco dopo mezzanotte e ha trovato Ilaria ancora seduta accanto al fuoco, avvolta in una coperta della masseria, che si è alzata e lo ha abbracciato senza dire una parola.

Alla fine del cammino resta la sensazione che la leggerezza dello zaino faccia parte del cammino stesso, come se rinunciare al superfluo permettesse di accorgersi meglio della strada, del paesaggio e delle persone con cui la si percorre. Sandro ha scritto qualche settimana dopo, raccontando di aver regalato il suo zaino grande a un nipote e di averne preso uno da venti litri, già pronto per la partenza di ottobre.

Lettera del fuocoChi riceve la lettera legge i resoconti una settimana prima, insieme ai racconti che sul taccuino non escono Nel taccuino, subito dopoQuando il Tratturo Magno lascia L'Aquila e scende verso la piana di Navelli